Life

domenica 29 marzo 2009

Oggi è stata una giornata devastante.
Come primo giorno di scuola è andato abbastanza bene.
Come ennesimo primo giorno di nuova vita in una nuova città… non mi posso lamentare.
Ho già conosciuto tre persone con cui posso parlare, ridere, divertirmi. Spero di potermi trovare davvero bene con loro. Son così simpatici.
Loro tre mi hanno fatto pesare meno di chiunque altro il fatto che abbia appena traslocato. Il che mi piace.
Il collo mi fa meno male, magari domani tengo ancora il collare, poi lo tolgo.
Han detto che domani mattina passano a prendermi. Spero che il cane di Erin non mi faccia correre di nuovo.
Oggi ho rischiato davvero di finire male con quell’auto.
Se il tipo non avesse inchiodato subito e io non avessi fatto altrettanto riuscendo anche ad agguantare il cane, non so come sarei finito.
L’importante è che non sia successo nulla, c’è stato solo un po’ di spavento generale.
Anche se, devo dire la verità, qualunque cosa fosse successa, a mia madre non sarebbe cambiato nulla. Anzi, forse senza il figlio le relazioni con i suoi uomini andrebbero meglio.
Se scappassi di casa in realtà non si preoccuperebbe più di tanto, quando si arrabbia lo fa semplicemente perché, come mamma che dovrebbe essere, è obbligata a farlo. Anzi, delle volte non si arrabbia nemmeno perché non è in grado di essere una madre.
In fondo non ha senso vivere con qualcuno che non vuole farti vivere. In fondo non ha senso.
Ma sarei in grado di vivere da solo?
Mettiamo caso, se io domani decidessi di scappare, sarei in grado di vivere da solo? Non c'è mai stato nessuno che mi abbia insegnato a vivere. Come potrei sapere cosa devo fare? Come posso imparare da solo a vivere, se nessuno mi ha mai dato delle basi solide su cui vivere?
Forse io non mi merito di vivere?
Fore sono un'errore? Un semplice e odiosissimo errore?
Chi sarebbe tanto stupido da far nascere un'errore apposta? Gli errori nascono per sbaglio.
Io sono lo sbaglio di mia madre, che diciassette anni fa ha preso la vita troppo alla leggera e ha portato a termine la gravidanza convinta che tanto sarebbe riuscita a rimediare allo sbaglio commesso. O forse perché semplicemente non voleva diventare 'assassina' abortendo.
Però se ci pensi bene, Ivan, scemo che non sei altro, lei sta tentando in tutti i modi di ucciderti. In realtà ti sta istigando. Solo che in questo modo non è lei direttamente ad ucciderti.
Mia madre sta usando un'arma psicologica e mi sta istigando al suicidio.
In questo modo sembra quasi diventare materna. Perché oltre a sistemare tutti i suoi problemi, come una madre vera mi aiuterebbe anche a sistemare i miei problemi, eliminandoli del tutto.
E allora forse mia madre non è così tanto egoista, ma semplicemente nasconde tutta la sua maternità nell'egoismo per paura di diventare debole di fronte agli altri.
Quindi forse sono io che mi rifiuto di ascoltare i consigli di mia madre. Forse allora la colpa non è sua ma mia.
Forse sono io che le sto facendo del male.
Che sia l'ora di diventare grande Ivan? Che sia forse ora di ascoltarla e finirla qua con questa vita di merda?

 
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